“Bongiorno dotto’, je và de assaggià dù noccioline?”
Basso, tarchiato, canottiera e pantaloncini corti blu, occhiali da sole specchiati, ottant’anni circa.
Si siede sul lettino dove sto beatamente prendendo il sole e cercando di riposare e appoggia il cesto di noccioline tra le mie gambe. Invadente.
“Solo un pacchetto dotto’, costa n’euro!”
Mi racconta che abita a Fiumicino, lo sfratto imminente, la moglie malata, il figlio tossicodipendente.
“Solo un pacchetto dotto’, costa n’euro!”
Mi racconta che abita a Fiumicino, lo sfratto imminente, la moglie malata, il figlio tossicodipendente.
Come faccio a spiegargli che per molti versi la mia esistenza è peggiore della sua? Apro il portafoglio, prendo un euro e glielo porgo, ottenendo in cambio un pacchetto di noccioline.
Purchè scompaia.
Per sempre.
Purchè scompaia.
Per sempre.






